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Lo stalking. Valutazione psichiatrico-forense e pericolosità sociale
Il tema dello “stalking”, o meglio del prisma di comportamenti riconducibili a tale omni – comprensiva “etichetta”, è trattato dalla ricerca psichiatrico – forense da  poco più di un decennio, anche se il comportamento persecutorio come evoluzione negativa di una relazione affettiva,  o la stessa persecuzione di sconosciuti, sono fenomeni noti da secoli ed ampiamente trattati dalla letteratura e dalle altre arti ( sul piano dell'immaginario collettivo, si ricordino ad esempio il film  Attrazione Fatale, ma anche l'immagine di Pepé le Pew nei Looney Tunes, o “Every Breath You Take” dei Police).
 In ambito clinico, la persecutorietà intrusiva legata alle relazioni affettive, o agli esiti negativi delle stesse, era già stata trattata dalla psichiatria classica dell' 'ottocento (Berrios, 2002) e, nel secolo XX,  de Clérambault aveva evidenziato la specifica figura del persecutore “erotomane” (1912, ripub. 1942). Negli ultimi decenni, poi, sono  stati proprio casi di “stalking” evoluti in omicidio o tentato omicidio, come quelli legati alla morte di Tatiana Tarasoff (1969) ed all'attentato al Presidente Reagan da parte di John Hinckley (1981), a modificare la stessa struttura della valutazione della responsabilità penale psichiatrica in ambito nord – americano, esattamente come la persecuzione subita dalla attrice Jodie Foster ad opera di due fans ha favorito una migliore consapevolezza della collettività su questo tipo di comportamento deviante (Giorgi – Guarnieri e Norko, 2007).
Nei Paesi anglosassoni il crescente allarme dell'opinione pubblica per questo tipo di comportamenti ha determinato l'emanazione di specifiche normative a partire dall'inizio degli anni 'novanta, e ciò ha consentito di evidenziare in modo ancora più chiaro come la crescente diffusione di questo fenomeno, legata  anche all'incremento delle separazioni coniugali ed alla più generale  destabilizzazione dei “contenitori” comportamentali individuali e collettivi, rappresenti una realtà presente in tutti i Paesi industrializzati (Kapley e Cooke, 2007).   
Nella consapevolezza che la complessità del tema e la pressoché quotidiana pubblicazione di nuovi dati rendono intrinsecamente obsoleta e parziale ogni sintesi della letteratura in materia, può quindi essere interessante evidenziare alcuni punti nodali della più recente ricerca psichiatrica e psicologica sull'argomento, per giungere successivamente alla dimensione diagnostica e valutativa propria dell'attività psichiatrico – forense, facendo riferimento anche a casi peritali di concreta osservazione.

Relazione tenuta al Seminario sullo Stalking, Genova, 21.5.2009.
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