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Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia

  • matrimoni e unioni miste

    pubblichiamo la relazione tenuta dal Dott. Giacomo Oberto al Forum Nazionale organizzato dall'Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia a Roma il 20–21 novembre 2009.

    1. Il conflitto con l’ordine pubblico nella creazione del vincolo matrimoniale e nel riconoscimento dei suoi effetti personali (con particolare riguardo al ricongiungimento familiare).

    La trattazione della materia dei matrimoni misti e delle conseguenze giuridiche di tale fenomeno, sempre più frequente, impone innanzi tutto una verifica dei possibili problemi di impatto con i principi fondamentali scolpiti nel nostro ordinamento interno. Come da molti rilevato in dottrina, l’esplicita rilevanza costituzionale della famiglia (art. 29 Cost.) impone un’attenta difesa dei principi fondamentali, trasfusi negli istituti giusfamiliari, avverso gli effetti destabilizzanti che potrebbero derivare dall’applicazione di norme straniere con essi confliggenti.
    Il principale strumento di tutela a tale scopo fornito dalla vigente l. 218/1995 è il c.d. «limite dell’ordine pubblico», che può, da un lato, impedire l’applicazione delle norme straniere (art. 16)[1] e, dall’altro, bloccare il riconoscimento, in linea di principio automatico, dei provvedimenti giurisdizionali e degli atti pubblici resi all’estero (artt. 64 ss.)[2].
    Le conseguenze del riconoscimento, o del suo rifiuto, del legame familiare fondato sul diritto di uno Stato straniero ricadono su diversi profili, attinenti sia alla costituzione del vincolo, che alla sua crisi ed al relativo scioglimento. Non solo. Esistono evidenti implicazioni anche sull’esercizio del diritto all’unità familiare così come esso risulta disciplinato, per quanto attiene agli stranieri extracomunitari, dagli artt. 28 ss. D. L.vo 286/1998, e, per quanto concerne cittadini comunitari ed italiani, dal D. L.vo 6 febbraio 2007, n. 30 con il quale è stata attuata la direttiva 2004/38/CE, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.

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