Focus

Mission

redazione

archivio

Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia

  • FACS

    Siamo consapevoli che la comunicazione passa attraverso numerosi canali e spesso, per convincere qualcuno che siamo sinceri o per sondare la sincerità del nostro interlocutore, lo guardiamo dritto negli occhi. Il volto è in effetti il canale privilegiato per esprimere – e quindi analizzare – emozioni e stati d’animo, data la ricchezza di movimenti mimici dovuta ai muscoli facciali di cui è dotato l’uomo. Non a caso, le espressioni facciali si sono evolute per fini comunicativi, proprio per salvaguardare la ......

    Siamo consapevoli che la comunicazione passa attraverso numerosi canali e spesso, per convincere qualcuno che siamo sinceri o per sondare la sincerità del nostro interlocutore, lo guardiamo dritto negli occhi.

    Il volto è in effetti il canale privilegiato per esprimere – e quindi analizzare – emozioni e stati d’animo, data la ricchezza di movimenti mimici dovuta ai muscoli facciali di cui è dotato l’uomo. Non a caso, le espressioni facciali si sono evolute per fini comunicativi, proprio per salvaguardare la specie.

    La conoscenza del modo in cui si esprimono le emozioni può incrementare le nostre abilità comunicative, aiutandoci a cogliere anche i minimi segnali emotivi e quindi a capire ciò che le parole vogliono nascondere o non riescono a descrivere.

    Negli anni ’60 lo psicologo americano Paul Ekman iniziò a lavorare ad un progetto che aveva lo scopo di scoprire quali espressioni della comunicazione non verbale fossero universali e quali invece fossero condizionate da variabili culturali socialmente indotte.

    Le ricerche condussero a risultati sorprendenti perché venne dimostrato che in qualsiasi gruppo culturale le emozioni primarie si esprimono in modo identico.

    Felicità, sorpresa, rabbia, disgusto, paura, tristezza, disprezzo sono espresse attraverso la stessa mimica facciale, attivando la stessa muscolatura.

    La cultura, l’educazione individuale o situazioni contingenti possono indurre i soggetti a soffocare le emozioni, ovvero a simulare emozioni che non si provano o dissimulare emozioni che si provano.

    Gli esempi sono molteplici e certamente molti appartengono anche alla nostra comune esperienza: quante volte abbiamo mentito o dissimulato le nostre emozioni a fin di bene, per cortesia o buona educazione?

    Il FACS Facial Action Coding System è il metodo di analisi delle espressioni facciali elaborato da Paul Ekman e Wallace V. Friesen nel 1978 che hanno individuato e classificato le Action Units, cioè specifiche e univoche contrazioni muscolari del volto, associandole ad una sigla (AU + un numero).

    leggi l'intero articolo.

    apri documento PDF