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Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia

  • alienazione parentale

    1) Il bambino che tiene al guinzaglio i genitori.

    Il caso che viene esposto di seguito racchiude elementi che possono essere ricondotti ad una incapacità genitoriale materna ed altri inquadrabili nella condotta di alienazione parentale ad opera del padre; ne risulta una situazione particolarmente dannosa a carico del minore. Per tale ragione verranno approfonditi i temi della capacità genitoriale e della sindrome di alienazione parentale, facendo anche riferimento agli aspetti giuridici vigenti nel nostro ordinamento.

    La coppia di coniugi nel maggio 2009 decide di separarsi a causa della condotta tenuta dalla moglie che, avendo una relazione extra coniugale, decide di abbandonare la famiglia. Di ciò non informa il figlio M che al momento del fatto aveva 7 anni.

    La vicenda si presenta fin da subito molto complessa per l’alta conflittualità esistente tra i coniugi, in particolare nel marito, che non riusciva ad elaborare la notizia dell’abbandono da parte della moglie e porta in sé un’alta carica emotiva.

    Il bambino fin da subito assume un atteggiamento ostile nei confronti della madre.

    Per queste ragioni i legali della coppia consigliano un percorso di mediazione e di supporto alla genitorialità con la finalità di individuare le modalità e le tempistiche più opportune per l’applicazione del regime di affidamento condiviso del minore.

    Durante gli incontri con le psicologhe, avvenuti nel luglio 2009, il bambino M interrogato circa le sue somiglianze con i genitori dice di aver preso dalla madre l’arroganza, pur non sapendo il vero significato del termine e invita il padre a spiegarlo al posto suo. Aggiunge che dalla madre avrebbe preso le botte, la forza…la forza della mozzarella, la forza che invece di andare su va giù.

    Viene proposto al nucleo familiare di eseguire un disegno congiunto della famiglia, che viene ritenuto utile per osservare le modalità con cui M si relaziona con i genitori e i genitori a M. Le psicologhe propongono ai tre di disegnare una situazione ove siano ritratti insieme come famiglia, utilizzando ciascuno un pennarello di colore diverso che non potrà più essere scambiato. Il disegno congiunto permette di valutare la presenza/assenza di alcuni elementi variabili, come la cooperazione, competizione, il legame emotivo, le modalità di comunicazione di ciascuno membro, ecc. Da ciò emergono le modalità genitoriali al fine di valutare le risorse educative nonché eventuali difficoltà.

    segue.

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