Focus

Mission

redazione

archivio

Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia

  • nuove forme di risoluzione dei contenziosi nel diritto di famiglia

    La figura del coordinatore genitoriale a mio parere crea a favore di noi avvocati una posizione di vantaggio professionale mai avuta prima, infatti la nostra figura passa dall’essere il braccio armato del cliente in tribunale all’essere il consigliere giuridico e operativo nelle indicazioni e prescrizioni date dal coordinatore genitoriale per dare seguito operativo ai provvedimenti del Giudice.

    L’enorme vantaggio è dato dal fatto che: non essendo più in una sede contenziosa ma bensì in una sede “coordinativa” dove cioè si cerca di dare ordine alle indicazioni del Giudice, la figura dell’avvocato emerge come punto di riferimento alle famose domande:” avvocato ma è giusto così?”, “lo può fare?”, “ce l’ha questo diritto?”.

    Il cliente quindi ci deve vivere come la sponda giuridica a cui appoggiare e risolvere i propri dubbi sul diritto dell’altro, questo perché troppo spesso le parti sono più impegnate a pretendere diritti che a riconoscere quelli altrui.

    In questa lotta ci si dimentica completamente del benessere dei minori che diventano quasi un accessorio per la propria lotta personale, questa nostra funzione di supporto e consigliere operativo finalmente ci qualifica come professionisti del diritto e non solo soldati di ventura per sconfiggere i diritti della parte avversa.

    Può venire fuori la nostra formazione giuridica di tutela del minore nello svolgimento e applicazione delle indicazioni del coordinatore genitoriale, tutto questo però non in una sede contenziosa ma di coordinamento operativo, di regole quotidiane da seguire perché sono la normalità di vita e giuridica, concetto molto ostico alla maggior parte dei nostri clienti che vedono solo avversari e nemici e non “l’altro genitore”.

    Utilizzando ogni elemento per difendere “diritti” che magari tali non sono, qui arriva il nostro intervento proprio nel chiarire gli aspetti di base che generano tutte queste avversità e conflittualità tra le parti.

    La sinergia quindi tra coordinatore genitoriale ed avvocati diventa fondamentale per condurre per mano i clienti sul difficile percorso di spostamento dell’attenzione dai propri vissuti e rancori personali al vero interesse dei figli, così costruendo una nuova relazione interpersonale che abbia come centro gravitazionale la vita dei figli e la loro crescita e non il conflitto coniugale, spostando completamente la visuale dal contenzioso al conciliativo, aiutato dalla coordinazione e fiducioso della presenza del legale che dirà “si è giusto.

    Paradossalmente la fiducia data al soldato di ventura viene migrata sul consigliere giuridico, proprio perché nell’immaginario “ha combattuto bene” mi posso fidare anche nella fase di pacificazione.

    L’elemento ulteriore da analizzare è dato dal fatto che il coordinatore è scelto dalle parti e riceve la benedizione del Giudice, per cui le parti si sentono responsabili della scelta fatta e non possono rinnegarla perché rinnegherebbero se stessi, se poi il giudice nel suo provvedimento ha disegnato bene compiti e funzioni operative del coordinatore genitoriale abbiamo tutti gli elementi della ricetta perfetta.

    Gli elementi utili del provvedimento sono dati dalla qualificazione e dal riconoscimento al coordinatore genitoriale di ausiliario del giudice come un CTU – per citare una figura nota – così che la parte lo veda legittimato dall’autorità.

    La precisazione nel provvedimento che le prescrizioni del coordinatore genitoriale sono un prosieguo operativo del provvedimento del Giudice e non una iniziativa autonoma del coordinatore genitoriale per far comprendere che lo stesso agisce sotto l’egida del Giudice.

    Questo aspetto rimane di particolare importanza specie nelle coppie dove è molto alta la diffidenza reciproca e l’autorità in generale, aspetti che sono il più delle volte strumentali per non avere regole, guide o comunque figure di controllo e supervisione.

    In questo intrigo di sensazioni diventa compito dell’avvocato cercare di dissipare tutto questo e veicolare la figura del coordinatore genitoriale come figura di riferimento normativo, non come un ulteriore intruso, anche perché dal momento che la figura viene pagata dalle parti è bene capiscano che conviene utilizzarla direi “sfruttarla” per raggiungere nei tempi brevi i migliori risultati possibili, e questo lo può fare solo l’avvocato nella sua posizione di partigiano.