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Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia

  • Amministrazione di sostegno

    Allo scopo di fare un piccolo bilancio di questi anni di attività successivi all'entrata in vigore della Legge n. 6/2004, ritengo di poter segnalare da una parte indubbi aspetti positivi, le cd. “luci” della legge di riforma, dall'altro però anche dei nodi problematici ovvero delle questioni tuttora aperte.
    Tra le luci mi sembra di poter annoverare i seguenti aspetti:
    1) capacità di ascolto, di adattamento alle esigenze della persona.

    L’amministrazione di sostegno, “figura morbida” secondo una delle numerose espressioni di Paolo Cendon, permette di esprimere le virtù di questo istituto che sono l'elasticità, la modulabilità della protezione distinta per settori e per gradi, il dialogo tra operatori sanitari, operatori sociali, familiari, professionisti e giudice tutelare, la disponibilità, anzi l'obbligo giuridico all'ascolto del beneficiario.
    In questo ambito si può realizzare quella che viene definita la “pratica multidisciplinare” che, ponendo in rete competenze e professionalità distinte ma concorrenti ad un unico scopo, consente di valorizzare un programma terapeutico e realizzare un progetto di sostegno.
    L'oggetto della gestione a favore del disabile non è più limitato agli aspetti patrimoniali, com'era  per i vecchi istituti dell'interdizione e inabilitazione, ma è più ampio e tale da coprire l'area in senso lato della cura della persona.

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