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Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia

  • ordini di protezione

    Le norme in materia di “misure contro la violenza nelle relazioni familiari” introdotte dalla legge n. 154 del 4 aprile 2011, articoli 342–bis e 342–ter c.c. e 736–bis c.p.c, presentano efficaci modalità di intervento giudiziario, caratterizzate da:
    1) semplificazione: le misure possono essere adottate su istanza anche della parte personalmente, con ricorso che è esente da contributo unificato e spese (art. 7 della legge 154/01);
    2) capacità di risposta immediata: gli ordini di protezione possono essere disposti anche “inaudita altera parte”, vale a dire prima dell'udienza, con provvedimento che è subito efficace ed esecutivo;
    3) obiettivo mirato: impedire il protrarsi di comportamenti violenti in ambito familiare;
    4) ampia accezione di comportamenti violenti: ogni situazione di grave pregiudizio all'integrità fisica o morale, ovvero alla libertà, di un componente del nucleo familiare
    5) ambito di applicazione esteso che va dalla famiglia legittima alle convivenze;
    6) un unico Giudice per evitare i problemi di competenza: spetta al Tribunale ordinario, che provvede in camera di consiglio in composizione monocratica.
    7) possibilità di ulteriori provvedimenti a supporto: oltre al contenuto minimo, dato dall'ordine di cessazione della condotta violenta, possono essere emessi ulteriori provvedimenti molto efficaci, quali: l'allontanamento del soggetto dalla casa familiare; il divieto di avvicinamento al domicilio ed agli altri luoghi frequentati dai soggetti che hanno subito le violenze; l'ordine di versamento di un assegno a titolo di mantenimento, anche a carico del terzo datore di lavoro; l'intervento dei servizi sociali, di un centro di mediazione familiare nonché delle associazioni che abbiano come fine statutario il sostegno e l'accoglienza delle donne, dei minori o degli altri soggetti vittime di abusi e maltrattati;
    8) possono essere adottate anche nel periodo feriale (dal 1/08 al 16/09);
    9) efficaci misure sanzionatorie in caso di elusione del provvedimento: si applica la pena di cui all'art. 388 c.p. “mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”: reclusione fino a tre anni o multa da €103 a €1032,00.

    Le misure introdotte sono costituite da ordini di protezione che il giudice civile può emettere per porre immediato rimedio, seppur temporaneo (della durata massima di 6 mesi, prorogabili solo per gravi motivi), a situazioni di violenza o abuso all'interno delle mura domestiche.
    Per espressa previsione di legge (art. 8 della stessa legge 154) sono inapplicabili nel caso sia già pendente un giudizio di separazione o di divorzio.
    Le misure sono destinate a perdere efficacia nel momento in cui venga emessa l'ordinanza presidenziale nel giudizio di separazione o divorzio.
    Difficoltà applicative si possono porre in presenza di un procedimento nanti il Tribunale per i Minorenni, ex artt. 330 e 333 c.c., e/o nel coordinamento tra queste disposizioni.

    Un esempio di adozione di tali misure nell'allegata Ordinanza del Tribunale di Genova del 27/07/2011.

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